Post

William Somerset Maugham: Il velo dipinto.

Immagine
Ogni volta che prendiamo in mano un romanzo e ci lasciamo trasportare dalla lettura, la sensazione è che la storia che l'autore intendeva raccontarci sia tutta lì, stampata tra quelle pagine che abbiamo sotto gli occhi. Non ci rendiamo conto, però, o forse, semplicemente, tendiamo a non farci caso più di tanto, che dietro ad ogni storia che leggiamo - sia essa un fatto reale, o il frutto della fantasia di uno scrittore - si nascondono innumerevoli altre storie, magari altrettanto interessanti, di cui ignoriamo completamente l'esistenza. Non sto parlando della trama o delle vicende dei personaggi, bensì della miriade di retroscena relativi alla nascita stessa del romanzo: le circostanze in cui esso è stato concepito, i fatti che hanno ispirato lo scrittore, gli aneddoti particolari... quel genere di cose, insomma, che sembrano fatte apposta per appagare la nostra curiosità, ma che, soprattutto, ci aiutano a comprendere più a fondo l'opera che abbiamo dinanzi e, in un certo …

Sándor Márai: Le braci
L'estenuante ricerca del senso dell'esistenza umana.

Immagine
“Guardiamo in fondo ai nostri cuori: che cosa vi troviamo? Una passione che il tempo ha soltanto attutito senza riuscire ad estinguerne le braci.”

È una sera d'estate del 1940, e nella solitudine della sua stanza, in un antico castello ai piedi dei Carpazi, un uomo si prepara ad un incontro fatidico: un incontro che ha atteso pazientemente per una vita intera. Henrik, questo il suo nome, è un generale a riposo che in quelle stanze ampie e malinconiche ha trascorso gran parte della sua esistenza fianco a fianco con i propri fantasmi, gli stessi che lo tormentano da ben quarantun anni e quarantatré giorni: vale a dire da quando la sua strada e quella del suo fraterno amico Konrad si sono improvvisamente divise, senza una parola, senza alcuna spiegazione, lasciando nel cuore di Henrik soltanto lo spettro di una verità amara e inconfessabile: quella di un legame proibito, e fino ad allora insospettato, tra sua moglie Krisztina e l'inseparabile compagno della sua gioventù. Dopo de…

Thomas Hardy: Nel bosco.
The Woodlanders o “sulla volubilità umana”.

Immagine
Non occorre spiegare a parole il fascino di un libro come The Woodlanders: basta leggerne appena qualche pagina per veder materializzarsi intorno a sé un universo sensibile, fatto di colori, suoni, ed infinite percezioni; un universo che il lettore riesce ad avvertire quasi fisicamente, dove le più genuine manifestazioni della natura s'intrecciano con le atmosfere cupe che aleggiano perennemente sul paesaggio fin quasi ad assorbirlo, come a voler simboleggiare l'estrema precarietà dell'esistenza umana e la sua infinitesima piccolezza rispetto all'immensità del creato.
Ambientata nello sperduto villaggio agreste di Little Hintock, ed incentrata sull'innato legame tra il bosco e i suoi abitanti (i woodlanders del titolo, appunto), la storia ha inizio quando la ventenne Grace Melbury, figlia unica di un mercante di legname, fa ritorno al paese natale dopo un periodo trascorso in città presso un'esclusiva scuola per signorine. Profondamente influenzata dalla recen…

Katherine Mansfield: La casa delle bambole.

Immagine
Ci sono affinità, in ambito letterario, difficili da spiegare. Le avvertiamo, talvolta, nei confronti di personalità apparentemente distanti anni luce da noi: quel genere di autori che difficilmente includeremmo tra i nostri preferiti, e che tuttavia, ogni volta che incrociano la nostra strada (o magari sarebbe più corretto dire: ogni volta che noi incrociamo la loro) riescono ad affascinarci in modo singolare, ad ispirarci un'attrazione immediata e destinata a durare nel tempo. Ricordo perfettamente il mio primo incontro con Katherine Mansfield. Avevo all'incirca quattordici anni e frequentavo il liceo. Una mattina, l'insegnante di Lettere propose l'analisi di un brano tratto dal libro di testo - un'antologia vecchio stile costituita per lo più da frammenti di varie opere letterarie - e dopo un rapido esame, la sua scelta cadde su La lezione di canto, un breve racconto scritto, appunto, da Katherine Mansfield. Non saprei dire con esattezza cosa mi colpì tanto prof…

O. Henry: Il dono dei Re Magi

Immagine
Ed anche quest'anno è di nuovo Natale. E come di consueto, accanto all'albero, al presepe, e ai doni, tornano anche tutte quelle piccole abitudini personali che ciascuno di noi mantiene vive negli anni e che, col passare del tempo, si sono trasformate in tradizioni irrinunciabili senza le quali non sembrerebbe neppure Natale. Nel mio caso, ce n'è soprattutto una a cui mi dedico volentieri ogni dicembre, ed è la lettura di racconti natalizi. Personalmente, del Natale amo ogni sfumatura: dalla sua essenza più autentica e spirituale, che è la radice stessa del cristianesimo, alla componente più frivola, fatta di luci colorate, regali da scartare ed alberi scintillanti; fin da piccola, però, un aspetto del Natale mi ha sempre affascinato in modo speciale: quello umano. Già, perchè, come ho poi realizzato, con maggior consapevolezza, crescendo, le Feste - ancor più di ogni altra circostanza della nostra vita - riescono a portare alla luce con particolare trasparenza gli aspetti…

Louisa May Alcott: Racconti di Natale

Immagine
Se, come affermò il Sunday Telegraph esattamente trent'anni fa, Charles Dickens fu "l'uomo che inventò il Natale", non c'è dubbio che Louisa May Alcott sia stata invece la donna che ha saputo rappresentarne al meglio la dimensione più intima e familiare. Per accorgersene è sufficiente dedicare qualche ora ai suoi Racconti di Natale: un autentico inno ai valori tradizionali, attraverso cui riscoprire ed assaporare le atmosfere inconfondibili dei Natali di una volta. Quando ho iniziato la lettura di questa raccolta, le aspettative, lo ammetto, non erano delle più elevate: temevo, infatti, d'imbattermi nell'ennesima selezione di racconti moraleggianti in perfetto stile "Famiglia March", innaffiati di melassa e corredati dall'imprescindibile lieto fine dove i buoni trionfano, e gli egoisti (perché immaginare la presenza di un "cattivo" vero e proprio in questo genere letterario, sarebbe davvero troppo) si redimono... E in effetti, va d…

Charles Dickens: Le ultime parole dell'anno vecchio

Immagine
Tra tutte le qualità e gli innumerevoli talenti che hanno contribuito a rendere Charles Dickens uno degli autori più popolari d'ogni tempo, ce n'è una che apprezzo in modo particolare, ed è la sua singolare capacità di riuscire a parlare al cuore di un pubblico trasversale.
Non importano l'età, la cultura o le esperienze di chi legge: nelle storie che Dickens racconta, nei sentimenti che descrive e nelle atmosfere che le sue parole sanno magicamente rievocare, tutti possiamo ritrovare qualcosa di noi: qualcosa che abbiamo vissuto, provato o immaginato... qualcosa, in breve, di insolitamente familiare. Che questo fosse il suo intento, del resto, lo scrittore lo dichiarò esplicitamente nel 1850 quando, dando alle stampe il primo numero della sua rivista Household Words(Parole di uso familiare, appunto) egli scrisse:
“La nostra aspirazione è di entrare a far parte degli affetti domestici e dei pensieri quotidiani dei nostri lettori. Speriamo di divenire compagni di viaggio e am…

Gunnar Gunnarsson: Il pastore d'Islanda

Immagine
È la Prima Domenica d'Avvento: l'inizio di un tempo sacro, il principio della lunga attesa che condurrà al Natale, e in questa giornata speciale, Benedikt, pastore cinquantaquattrenne, si accinge, per la ventisettesima volta, ad intraprendere il suo pellegrinaggio annuale tra i monti d'Islanda, alla ricerca delle pecore smarrite da radunare e riportare a casa. A scortarlo in questo ardito compito, come di consueto, il flemmatico montone Roccia e il vivace cane Leó: due insostituibili compagni di viaggio a cui lo unisce da tempo un legame profondo, di quelli possibili, forse,
“solo tra specie animali molto diverse, e che nessuna ombra del proprio io o del proprio sangue, nessun desiderio o passione personale può confondere o oscurare”.
E così, sfidando il clima e procedendo intrepido tra l'oscurità e la tormenta, il singolare terzetto - la "santa trinità" com'è stato ribattezzato dai compaesani - si addentra lungo un cammino irto di ostacoli, su per quelle …

Stefan Zweig: Maria Stuarda.
Storia di due regine, storia di due donne.

Immagine
R estituire ai personaggi storici la loro dimensione umana: ecco il grande merito di Stefan Zweig. Può sembrare banale, ma se c'è qualcosa di veramente sorprendente in quest'opera dedicata a Maria Stuarda, è proprio la singolare bravura dell'autore nel ricordarci che dietro quei nomi stampati nei libri di Storia, oltre quelle figure ritratte sulla tela e celebrate nei poemi, vi sono stati innanzitutto degli esseri umani, delle persone in carne ed ossa con sentimenti, pensieri, aspirazioni e sofferenze; con un mondo interiore, insomma, simile in tutto e per tutto a quello di qualsiasi uomo o donna dei giorni nostri. Certo, occorre calarsi nella mentalità dell'epoca, accogliere di buon grado i valori di un mondo in cui, per un trono, si uccidevano i propri consanguinei, e comprendere le logiche di una società che considerava moralmente accettabile sacrificare innocenti ragazzine sull'altare del matrimonio al fine di trarne vantaggi politici... Ciò che resta al di là di t…