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Visualizzazione dei post con l'etichetta Prima Guerra Mondiale

Louis Bromfield : Autunno

Q uando lo sguardo si posa per la prima volta sulla copertina di Autunno , dello scrittore americano Louis Bromfield , a catturare l'attenzione non sono né il titolo - di per sé piuttosto banale - né il nome dell'autore - ai più pressoché sconosciuto - bensì la graziosa illustrazione realizzata in origine da Pierre Brissaud per la rivista parigina La Gazette du Bon Ton , in cui sono ritratte alla perfezione tutte le sfumature della stagione autunnale: i caldi colori della natura che muta aspetto, il soffio sottile e persistente dei primi venti settembrini, e il palpabile velo di malinconia che pervade il periodo dell'anno in cui cadono le foglie, quasi a suggerire un'analogia - implicita eppure percettibilissima - con la vita che scorre inesorabile verso l'epoca della maturità , tra i rimpianti per un'esistenza ormai trascorsa e l'impossibilità di recuperare il tempo perso. D'altro canto è proprio così che andrebbe interpretato quell' Autunno - ...

Herbert G. Jenkins: Patricia Brent, zitella.

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C he sia sul grande schermo, o tra le pagine di un libro, poche cose riescono a sorprendermi in positivo quanto una commedia realmente ben fatta: perché, nonostante le apparenze, quello dell'intrattenimento disimpegnato è un terreno assai scivoloso, e accade spesso che chi vi si dedica inciampi nella banalità, nel luogo comune o, peggio ancora, nel cattivo gusto. Se tuttavia è vero che far sorridere con garbo e intelligenza è generalmente prerogativa di pochi eletti (e al giorno d'oggi sarebbe più corretto dire di pochissimi!), è altrettanto vero che tra i principali depositari di quest'arte vi sono gli inglesi, da sempre maestri di arguzia, stile, e di quella dote preziosissima e non comune meglio nota come autoironia. Pubblicato nel 1918 e solo di recente tradotto in italiano grazie ad Elliot Edizioni , Patricia Brent, zitella , simpatica commedia degli equivoci dal taglio cinematografico, ne è uno dei più chiari esempi. La protagonista - Patricia, appunto - è una ventiq...

Rebecca West: Il ritorno del soldato.
La solitudine di un'anima smarrita nel proprio passato.

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A lla maggior parte dei lettori italiani, il nome di Rebecca West probabilmente non dirà molto; eppure, dietro a quello pseudonimo mutuato dall'eroina del Rosmersholm di Ibsen, si cela una delle personalità intellettuali più vivaci ed eclettiche del XX secolo. Attrice, giornalista, scrittrice, critica letteraria, autrice di apprezzati reportage, nonché attivista del movimento delle suffragette, Cicely Isabel Fairfield - questa la sua vera identità - si distinse, tra le altre cose, per essere stata la prima donna a pubblicare, nel lontano 1918, un romanzo sulla Prima Guerra Mondiale. Rebecca West In realtà è doverosa una precisazione: sebbene il titolo possa trarre in inganno, infatti, The Return of the Soldier , che della West fu anche l'opera d'esordio, non è un romanzo di guerra: il conflitto, presente in quei giorni tanto nella mente quanto nel vissuto quotidiano della gente, diviene essenzialmente lo sfondo su cui si consuma il dramma di una vita infeli...